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Ragusa – si fatica a trovare lavoratori stagionali

Tra i motivi: incertezza e necessità di non perdere i sussidi di assistenza statali

(12 luglio 2021 – Ragusa – lavoratori stagionali)

L’estate è oramai entrata nel vivo della stagione, ma le associazioni di categoria aderenti a Confcommercio hanno avuto e continuano ad avere grandi difficoltà nel trovare lavoratori stagionali qualificati. E’ quanto rileva il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, chiarendo che, in questo momento, dopo una prima sommaria ricognizione effettuata da Fipe in ambito locale, sarebbero tra 60 e 80 i posti liberi nella ristorazione. “I ristoratori – chiarisce Manenti a nome di Fipe – non riescono a trovare il personale. Sono diversi i motivi per cui la gente decide di non accettare il lavoro: spicca l’incertezza che circonda il settore, tra le aperture e le chiusure continue che hanno caratterizzato questi mesi, per non dire di tutte quelle persone che non vogliono perdere i vari sussidi di assistenza statali. Mancano soprattutto camerieri, barman e cuochi qualificati – spiega Manenti – il cuore pulsante della ristorazione. Ci troviamo di fronte ad una situazione che fa male non solo a tutto il settore, ma all’intero sistema di accoglienza dell’area iblea. Basti pensare che i turisti stranieri arrivano dalle nostre parti in particolar modo per la ristorazione, che è soprattutto attività di sala, non solo di cucina, con la capacità di accogliere e fare stare bene i clienti. Capacità e competenza che con questa situazione si perdono”.

Un’altra delle motivazioni che spingono le persone a rifiutare un posto di lavoro è legato al reddito di cittadinanza. Sempre più spesso i lavoratori stagionali decidono di non accettare le proposte lavorative per non perdere i soldi del reddito o chiedono di essere pagati in nero sempre per non rinunciare al sussidio statale. Sulla base della ricognizione effettuata da Confcommercio provinciale, nel settore alberghiero, mancano soprattutto le figure di medio livello, quelle che hanno una retribuzione media intorno ai milleduecento-milletrecento euro al mese. Anche nel comparto della balneazione risulta sempre più difficile trovare lavoratori stagionali qualificati in vista dell’estate. 

“Si fa una grande fatica a trovare personale per gli stabilimenti balneari – chiarisce ancora il presidente Manenti – tra bagnini e manutentori. Nessuno va a lavorare se percepisce un reddito stando a casa”. Il retail, ovvero la distribuzione, della moda non ha fortunatamente problemi nel trovare personale qualificato, ma la pandemia ha portato la popolazione ad acquistare sempre di meno e i magazzini sono pieni della stagione passata. La filiera, al momento impegnata con gli ordini della collezione primavera-estate 2022, corre quindi un forte rischio di stallo. “Se chiudono alcuni punti vendita – chiarisce ancora Manenti – tra i 40 e i 60 addetti retail della moda, per quanto riguarda la nostra provincia, dovranno trovare un’occupazione”. L’intero settore si trova con il fiato sospeso anche in merito ad un provvedimento del decreto sostegni bis, adesso in Parlamento, che riguarda un credito di imposta del 30% sulle rimanenze di magazzino. Questo il quadro della situazione al momento attuale.

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One Comment

  1. Salve sono residente all‘estero, lavoro in gastronomia come cameriere da anni.
    Ho scelto di lavorare all‘estero perchè lo stipendio è più alto della media italiana. Dove i camerieri ricevono la mancia dai clienti per poi una parte condividerla con i colleghi tra bar e cucina.
    Dico questo perchè in Italia è imposto al cliente di pagare il coperto e far arricchire ancor di più chi non ne ha bisogno. Ovviamente c’è anche da capire che anche i proprietari di un attività gastronomica devono sostenere dei costi elevati tra tasse e affitti.
    Ci sarebbero molte altre cose da discutere. Preferisco lasciare perdere.

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