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Porto e immigrazione: un nuovo modello che parta da Pozzallo, nel cuore del Mediterraneo, è possibile?

Se ne parlerà il 10 dicembre nell'ambito dell'iniziativa Agorà Democratica

(7 dicembre 2021 – Porto – immigrazione – Pozzallo)

Sviluppo del porto e immigrazione, a Pozzallo, per una strana coincidenza, sono due temi che la città rivierasca dibatte da più 25 anni. Già negli anni 80, ovvero quaranta anni fa, si discuteva del futuro del porto, delle sue potenzialità, delle ricadute occupazionali che avrebbero interessato non solo la città di Pozzallo ma l’intero territorio ibleo. Appare sicuramente strano come in quaranta anni, dalle promesse di un futuro sostenibile si sia passati a fare i conti con l’immobilismo delle carte bollate, a fronte di una concorrenza, tutta interna alla Sicilia, dove i numeri sono sempre positivi. L’ombelico del Mediterraneo, come più volte è stato definito il porto di Pozzallo, rischia l’oblio progettuale se non si raggiungono gli standard che altri porti regionali e di tutta l’Italia hanno già incamerato, da diverso tempo. Potremmo parlare di diecimila casi in cui accanto al porto di Pozzallo potrà tranquillamente essere abbinata la parola “abbandono”. Su tutte, l’ultimo fatto eclatante che, per eventi fortunosi, non ha fatto danni a persone, il crollo della “torre faro”. La punta di un iceberg che ha reso inutilizzabile il porto per diversi giorni, bloccando, nei fatti, l’operatività delle società che, ivi, vi lavorano. Decine e decine le occasioni andate in fumo. Prima in ordine di tempo quella relativa al progetto di finanza presentato negli anni 2000 dalla multinazionale Cooper Smith, ultima l’esclusione dell’infrastruttura dal finanziamento regionale di 160 milioni di euro per l’ammodernamento dei porti siciliani.

I temi dello sviluppo per realtà come Pozzallo, non possono tuttavia prescindere dalla trattazione di un altro grande tema, vissuto troppo spesso ancora come emergenza, ovvero quello della “immigrazione”, laddove si registra, al netto di ogni numero, la denuncia di varie associazioni umanitarie che sono transitate dai centri di prima accoglienza, oggi “hotspot”. Una denuncia che ha fatto emergere a Pozzallo, come altrove, che gli hotspots non possono essere la destinazione finale dei migranti che arrivano, se non vanno create le condizioni – ragionando in termini principalmente umanitari – che possano garantire innanzitutto dignità ai migranti, in una struttura che sia parte di un “sistema” di accoglienza integrata degno di tale nome.

Un sistema che concili, potenzi e metta a regime le vocazioni e le esigenze di rilancio dei territori con le ragioni umanitarie, in un modello di integrazione organizzata, dove ogni soggetto coinvolto, partendo dalla rete di volontari laici e cattolici, dagli Enti, alle Istituzioni nazionali e comunitarie facciano la propria parte. 

Ne parleremo insieme all’on. Nello Dipasquale; al Ministro del Governo maltese, Roderick Galdes, al segretario provinciale de PD, Bartolo Giaquinta; al direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Noto, don Paolo Catinello; ai giornalisti Calogero Castaldo e Carmelo Riccotti La Rocca. Introduce Daniele Vella, responsabile Agorà. Modera Paoletta Susino, segretaria PD Pozzallo.

L’Agorà si terrà presso la sala polifunzionale sita in corso Vittorio Veneto, al civico 341 (Spazio cultura “Meno Assenza), alle ore 17:30. (N.B. Si potrà accedere alla sala muniti di “Green Pass” e mascherina). All’Agorà, si potrà anche partecipare online attraverso la piattaforma www.agorademocratiche.it.

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