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Parrucchieri ed estetisti: anche in zona rossa si può aprire in sicurezza

Il presidente provinciale di Fenimprese Ragusa, Ignazio Drago, ieri mattina ha incontrato il Prefetto Maria Pina Cocuzza

(17 aprile 2021 – parrucchieri ed estetisti -zona rossa)

Ulteriori restrizioni metterebbero il settore dei parrucchieri e degli estetisti ancora più in ginocchio. È la preoccupazione espressa dal presidente provinciale di Fenimprese Ragusa, Ignazio Drago, che ieri mattina è stato ricevuto dal Prefetto Maria Pina Cocuzza. Al rappresentate del Governo in provincia, Drago aveva inviato una richiesta di incontro per poter esporre le difficoltà della categoria che la settimana scorsa, con Scicli, Acate e Santa Croce in zona rossa, è scesa in piazza per chiedere di poter aprire in sicurezza.«Ho chiesto al Prefetto – spiega Ignazio Drago – di farsi portavoce delle richieste delle categorie che rappresento. A Sua Eccellenza ho rappresentato che a nostro avviso anche parrucchieri ed estetisti, in zona rossa, possono aprire in sicurezza. Le soluzioni ci sono – continua il presidente provinciale di Fenimprese -, penso ad esempio al “Pass Covid Free”, un sistema attuato in altri Paesi e che prevede che l’attività può ricevere i clienti che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti: 2^ dose vaccino ricevuta e comprovabile; tampone negativo effettuato al massimo 72 ore prima; aver contratto il Covid ed essere guarito da almeno 2 settimane. Nel Prefetto – conclude l’avvocato Ignazio Drago – ho trovato una interlocutrice attenta ed interessata disposta a recepire le istanze che arrivano dal basso».

«Quella dei parrucchieri e degli estetisti – aggiunge Maria Grazia Covato – Segretaria di Fenimprese Ragusa – è una delle categorie più colpite dalla pandemia. Va aggiunto anche che, nel periodo della chiusura delle attività, è anche proliferato l’abusivismo della professione con tanti che si sono recati nelle case della gente in barba alle norme anti-Covid. Tutto questo a discapito di chi paga regolarmente le tasse e rispetta le regole. Noi siamo pienamente convinti che, al di là dei colori delle zone, queste attività possano riaprire in sicurezza, i presupposti ci sono tutti». 

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