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Malattie infettive ed isolamento: al Cannizzaro di Catania c’è una nuova area

Sarà inaugurata lunedì alla presenza delle massime autorità locali e regionali. Tra gli scenari più preoccupanti, secondo gli esperti, l’aumento di infezioni resistenti agli antibiotici, determinate anche dal loro uso improprio

(10 maggio 2019)

Una nuova Area di alto isolamento per il rischio infettivo, unica nel Sud Italia, è stata realizzata dall’Azienda ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro. La struttura, afferente all’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sarà presentata lunedì nel corso di un incontro al Centro Congressi al quale interverranno il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il Sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il Rettore dell’Università di Catania Francesco Basile. “La nuova area – spiega il dott. Salvatore Giuffrida, Direttore Generale dell’Azienda Cannizzaroè dotata di undici posti di alto isolamento, di cui uno riservato a patologie ad alta diffusibilità, al fine di intervenire efficacemente in un’eventuale problematica emergenziale. La struttura prevede, infatti, l’accesso diretto del paziente potenzialmente infetto che, non transitando dal Pronto Soccorso, eviterà il rischio di compromettere la salute di altri pazienti”.

Grazie alla pronta adesione da parte del Governo Regionale al progetto della Direzione Aziendale, si offre all’utenza di un ampio territorio la possibilità di affrontare adeguatamente le emergenze infettive, oggi rappresentate dalla recrudescenza di patologie antiche come la tubercolosi” afferma il dott. Carmelo Iacobello, direttore dell’UOC di Malattie Infettive. Tra gli scenari più preoccupanti, secondo gli esperti, l’aumento esponenziale di infezioni resistenti agli antibiotici, determinate anche e soprattutto dal loro uso improprio. Per questo l’Azienda Cannizzaro ha istituito già l’anno scorso, prima in Italia, l’Unità Operativa Semplice di Antimicrobial Stewardship, con il compito, come spiega il suo responsabile, dott. Giuseppe Liberti, “di operare nei reparti valutando l’appropriatezza prescrittiva della terapia antibiotica, al fine di arginare l’ondata di germi multi resistenti che trovano terreno fertile proprio a causa dell’uso non sempre mirato di farmaci antimicrobici”.

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