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La protesta del latte arriva anche a Vittoria: 500 litri finiscono a terra

Igor Gelarda (Lega) assicura: "I pastori siciliani a marzo saranno ricevuti dal governo nazionale". Ecco quali sono le loro richieste

(21 febbraio 2019)

Nel giorno in cui anche i rappresentanti del mondo della zootecnia iblea hanno iniziato a far sentire la propria voce, sulla scorta delle clamorose proteste in Sardegna e in altre zone della Sicilia, da Palermo arriva la rassicurazione che “I pastori siciliani saranno ricevuti nei primi giorni di marzo dal governo nazionale”. Ad annunciarlo è Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali della Lega, che spera così di tranquillizzare gli allevatori in stato di agitazione a causa del bassissimo prezzo basso del latte. “Sarò a Roma con una delegazione di allevatori dell’Isola per incontrare gli esponenti della Lega che si occuperanno dei loro problemi – spiega Gelarda – e affronteremo le esigenze di un comparto ridotto alla fame, con tante aziende siciliane quasi alla canna del gas e migliaia di addetti in procinto di abbandonare le terre”.

Igor Gelarda

Giovedì 28 febbraio, intanto, il referente siciliano del partito di Salvini incontrerà gli allevatori dell’Isola in provincia di Palermo. “È necessario trovare una soluzione e garantire il giusto prezzo alle produzioni degli allevatori e agricoltori siciliani – dice ancora l’esponente del Carroccio – per riconoscere il valore del lavoro e non mortificare la fatica, la passione, la dedizione di chi da Palermo a Trapani, da Agrigento a Ragusa, si alza ogni mattina all’alba, 365 giorni all’anno, per portare nelle nostre tavole gli alimenti straordinari che una terra come la Sicilia riesce a regalare. Cibi eccellenti come tutta la produzione agro-alimentare italiana, che l’Unione europea non deve più permettersi di boicottare”.

In provincia di Ragusa si calcola che siano circa un centinaio le aziende zootecniche che hanno già chiuso. Fallite, facendo perdere migliaia di posti di lavoro diretti e dell’indotto, e rallentando notevolmente tutta l’economia iblea. In che modo e per quanto tempo, infatti, questi allevatori possono andare avanti, sobbarcandosi tutte le spese che un’impresa comporta, quando il prezzo del latte non arriva neanche a 50 centesimi al litro, 70 quello di pecora? Impossibile guadagnarci, a stento si coprono le spese di produzione. Per questo, stamattina, alcuni di loro si sono dati appuntamenti al campo di concentramento che ospita il mercatino del sabato a Vittoria per prendere parte alla protesta organizzata da Tavolo Verde Sicilia, MdA, Riscatto e Altragricoltura. La protesta proseguirà anche domani pomeriggio, a partire dalle 17, nella centralissima Piazza del Popolo, ma intanto questa mattina sono finiti a terra, sversati, buttati, oltre 500 litri di latte di 150 piccoli produttori.

Foto di Franco Assenza

I produttori chiedono aiuto, dalla Sardegna alla Sicilia. Chiedono il riconoscimento dello stato di crisi grave del settore, la moratoria dei debiti e la garanzia del prezzo minimo, che non dev’essere inferiore al costo reale di produzione. Chiedono norme di salvaguardia e revisione degli accordi euro-mediterranei, ed efficaci misure, coordinate insieme a tutti i Paesi dell’U.E., contro il taroccamento delle produzioni agricole e lattiero – casearie sottoposte a concorrenza sleale e dumping. La piattaforma rivendicativa prevede anche la perequazione dei costi di produzione tra i paesi membri dell’Unione e l’uniformità degli standard fitosanitari ai parametri europei, la lotta alle agromafie, una legge sull’esposizione del prezzo all’origine e nuove tipologie contrattuali per contrastare il caporalato. A Vittoria, nello specifico, si chiede pure un nuovo regolamento per il mercato ortofrutticolo di Fanello e una maggiore tutela dei produttori nella fase di formazione del prezzo. Infine, il blocco immediato delle aste giudiziarie, un aiuto concreto a chi ha perso case e aziende e interventi a favore delle aziende danneggiate da eventi calamitosi.

Valentina Frasca

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