Identità Vittoria

Amministrazione

Commissario straordinario

Filippo Dispenza

insediato il 31/07/2018

Sito istituzionale

www.comunevittoria.gov.it

Vittoria, Città dei fiori e del vino

Il Teatro Vittoria Colonna, così chiamato in onore della fondatrice della città, fu inaugurato nel 1877. Sorge nel cuore dalla città ed è stato definito dal critico d’arte Bernard Berenson, una delle meraviglie del neoclassicismo europeo. L’edificio, progettato nel 1863 da Giuseppe Di Bartolo Morselli, presenta una facciata con due ordini di colonne, uno superiore e uno inferiore, è arricchito da medaglioni e statue, si conclude con un fregio impreziosito da decorazioni e dal gruppo scultoreo di Apollo e la MusaAll’interno del Teatro, una sala a ferro di cavallo contiene una platea e quattro ordini di palchi con una capienza di circa 380 posti. La decorazione interna fu realizzata principalmente da Giuseppe Mazzone (1938-1880), il più valido artista dell’Ottocento vittoriese. Al centro del soffitto del vestibolo fu dipinta l’Allegoria della musica, mentre nei due riquadri laterali troviamo decorazioni allegoriche che sono un inno alla vita e all’arte nelle sue diverse forme. Sulle opposte pareti laterali sono rappresentate due figure simbolico-teatrali: la commedia e la tragedia, mentre al centro dell’arco scenico vi è lo stemma della città: un’aquila che regge rigogliosi grappoli d’uva. Nel 2005 è stato proclamato dall’Unesco Monumento Messaggero di Cultura e di Pace.

La Fiera EMAIA (Esposizione Macchine Agricole Industria Artigianato) è stata fondata nel 1966 a opera di un gruppo di artigiani e di imprenditori vittoriesi desiderosi di creare un polo espositivo che desse visibilità agli sforzi compiuti dagli agricoltori locali. Inizialmente la fiera trovò collocazione presso la Villa Comunale mentre, alla fine degli anni ’70, fu spostata nei locali dell’ex campo di concentramento. Presto alle manifestazioni di carattere agricolo si affiancarono quelle culturali. Oggi la fiera ospita le novità provenienti dal mondo dell’auto, della meccanica agricola, dell’enogastronomia e dell’arredamento, oltre a una sezione destinata al bestiame. La fiera si tiene ogni anno a novembre e a giugno e costituisce un’ottima vetrina per l’economia del territorio.

Toponomastica – Vittoria è una delle città più giovani della Sicilia, fu infatti fondata il 24 aprile 1607 per iniziativa della contessa Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera, in onore della quale prese il nome. Alla fine del Cinquecento, la nobildonna rimase vedova del marito Luigi III Almirante di Castiglia, duca di Medina De Rioseco e conte di Modica e, a fronte del rischio che il patrimonio familiare si disperdesse, chiese al re di Spagna Filippo III il privilegio règio per poter costruire un nuovo centro abitato nel luogo dove un tempo sorgeva l’insediamento di Camarina.

La tradizione popolare narra che, in seguito alla concessione di tale privilegio, furono mandati 100 galeotti ai quali era stata concessa la libertà e 100 prostitute per popolare la città.

Lo stemma di Vittoria è un’aquila nera con ali in posizione di riposo e una corona baronale sulla testa. L’aquila porta tra gli artigli un festone con la scritta “Victoria pulchra civitas post Camerinam” (Vittoria città bella dopo Camarina). La torre raffigurata sul petto dell’aquila rappresenta la famiglia Henriquez-Cabrera. Nell’Ottocento apparvero tra gli artigli dell’aquila dei rigogliosi grappoli d’uva, a testimonianza della vocazione vitivinicola della città.

Origini – La zona di Vittoria risulta abitata sin dall’Età del Bronzo, sono stati rinvenuti peraltro reperti archeologici risalenti all’Età imperiale (II sec. d.C.) e all’epoca bizantina (inizio del IX sec. d.C.). In epoca medievale la zona divenne un vero e proprio centro di snodo poiché sorgeva all’incrocio di numerose trazzere che dalla valle si dirigevano lungo il pianoro. Nel 1607, su concessione del re di Spagna Filippo III, fu disposta la riedificazione dell’antica Kamarina con il nome di Vittoria. Per la fondazione fu prescelta la zona di Boscopiano dal governatore della Contea, Paolo La Resti e il nucleo cittadino sorse attorno al castello e alla chiesa madre. Durante i primi anni di vita, la città conobbe un aumento demografico e uno sviluppo economico senza precedenti dovuto all’immigrazione di numerose famiglie di agricoltori provenienti dalle zone limitrofe e anche al fatto che ai nuovi abitanti erano garantite franchigie, esenzioni di imposte, nonché immunità ai criminali. L’attività principale era la produzione di vino e su questa la città basò la sua economia almeno per i primi tre secoli di vita.

Vittoria contemporanea – Nei primi anni del Settecento, su iniziativa della nuova classe dirigente e a seguito del terremoto del 1693, Vittoria si dotò di un originale assetto urbanistico, culminato nella costruzione di pregevoli dimore nobiliari; alla fine dello stesso secolo divenne una delle località più importanti della Sicilia per la produzione di vini. Le prospettive economiche dei nuovi proprietari terrieri, impegnati nella coltivazione della vite, si scontrarono con la politica dei Borboni e diedero vita ai moti del 1848. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, avvenuta nel 1860, i grandi proprietari e la borghesia progressista si contesero per molti anni la guida della città. A fine Ottocento, a causa dell’infezione fillosserica e dei difficili rapporti commerciali con la Francia, si ebbe un crollo dell’attività vinicola che fu sostituita dalla coltivazione di pomodori e di altri ortaggi. Dopo aver fatto parte della Contea di Modica dalla fondazione fino all’abolizione della feudalità avvenuta nel 1812, Vittoria rimase nell’ambito del Circondario di Modica fino al 1926 e passò infine alla Provincia di Ragusa. Nel 1943 lo sbarco degli alleati mise fine al ventennio fascista in tutta la Sicilia.

Centro storico – Vittoria si distingue soprattutto per la varietà degli stili che caratterizzano alcuni suoi edifici. La città è ricca di testimonianze dello stile Liberty e Art Decò, introdotti dal grande architetto palermitano Ernesto Basile tanto da essere stata definita “Città del Liberty”. I palazzi e le case edificati in questo stile, presentano strutture sobrie ed eleganti con balconate sporgenti, balaustre finemente impreziosite da ricche decorazione e portali sormontati da fregi con motivi floreali. Nel cuore della città, in piazza del Popolo, troviamo il Teatro Vittoria Colonna e, sempre in centro, è ubicata la chiesa madre dedicata a San Giovanni Battista.

Architettura Religiosa

  • La Chiesa di San Giovanni Battista, è la chiesa madre della città. Fu costruita tra il 1695 e il 1706 ed è uno dei monumenti più importanti della città. L’edificio, in ossequio ai canoni dello stile barocco, possiede una facciata semplice e lineare, sormontata da due piccole cupole; l’interno, suddiviso in tre navate, si distingue per una serie incredibile di decorazioni, statue e affreschi. Da non perdere il pregevole fonte battesimale in marmo, sormontato da una tela settecentesca raffigurante il Battesimo di Cristo di scuola caravaggesca e databile intorno al 1700. Fu ricostruita tra il 1695 e il 1706 a seguito del terremoto del 1693 e fu consacrata nel 1734. Nella cappella del Sacro Cuore sono presenti i resti mortali di Vittoria Colonna, traslati dalla Spagna nel 1990.
  • Il convento e la Chiesa delle Grazie furono gravemente danneggiati dal sisma del 1693 e vennero sottoposti a lavori di ristrutturazione durante la prima metà del Settecento. L’interno, composto da un’unica navata, conserva numerose opere pittoriche tra le quali spicca un quadro settecentesco raffigurante la Madonna delle Grazie posto sopra l’altare maggiore. Tra gli altri dipinti è possibile ammirare Il miracolo del pane di Sant’Antonio, Sant’Agata in carcere, Sant’Agata in catene e L’Addolorata.

Architettura Civile

  • La Fontana del Garì, detta anche Garibaldi, fu costruita alla fine del XIX secolo dai Frati cappuccini come abbeveratoio per animali e successivamente anche per i cittadini. Fu realizzata in pietra di Comiso in stile neoclassico e nel 1879, per volontà di Rosario Cancellieri, fu arricchita da cinque teste di leoni in bronzo e ghisa, dai quali sgorga l’acqua.
  • Il Calvario, è un tempietto a forma circolare con due corpi laterali giustapposti di stile neoclassico. Fu costruito nel 1859 ed è sito in piazza Sei Martiri della Libertà.
  • Il Castello Colonna-Henriquez, edificato all’inizio del XVII secolo, fu adibito a carcere dal 1816 al 1950. Dopo essere stato abbandonato per alcuni anni, è stato restaurato e oggi ospita il Museo civico polivalente, intitolato a Virgilio Lavore, insigne grecista.
  • La Villa Comunale sorge accanto alla Chiesa dei Cappuccini e fu costruita nel 1721. Così chiamata dal 1933, era in passato un antico orto dei religiosi.
  • Palazzo Iacono, progettato dall’architetto Mariano Falcini è stato ultimato nel 1880 e dal 1984 è il Palazzo di Città
  • Palazzo Traina, è un edificio in stile gotico-veneziano con portico a loggetta

Sono presenti altri edifici e monumenti storici di rilevanza culturale:

Chiesa di San Biagio; Chiesa di San Francesco di Paola; Chiesa di Santa Rita; Chiesa di San Paolo; Chiesa di San Giuseppe; Chiesa del Santissimo Rosario; Chiesa della Resurrezione; Chiesa di San Giovanni Bosco; Chiesa del Santa Maria Assunta; Chiesa della Spirito Santo; Chiesa della Trinità; Chiesa dei Cappuccini; Chiesa del Sacro Cuore; Chiesa di Santa Maria Goretti; Chiesa della Madonna delle Lacrime; Chiesa di San Domenico Savio; Villa Salina; Villa Davide; Villa Palmeri di Villalba; il Memoriale della pace, opera dell’architetto Giuseppe Areddia; il Monumento ai caduti, opera dello scultore Turillo Sindoni; Sala Mazzone, spazio espositivo ricavato nell’ex Officina elettrica municipale di Piazza Enriquez che ospita mostre ed eventi; Palazzo Leni Spadafora Gucciardello; Palazzo Ciani-La Grua; Palazzo Carfì-Pavia; Palazzo Ricca, edificio nobiliare tra i più belli esistenti a Vittoria.

Siti Archeologici

Museo Archeologico Regionale di Camarina, ubicato nei pressi di Scoglitti. Il museo conserva reperti archeologici provenienti dalla necropoli di Kamarina e dal territorio limitrofo. Una sezione è riservata all’archeologia subacquea, con l’esposizione di anfore e reperti rinvenuti in relitti ritrovati al largo della costa.

Nel dopoguerra il settore vinicolo, che aveva assicurato per secoli il benessere della zona, entrò in crisi costringendo all’emigrazione numerose famiglie. Alla fine degli anni Cinquanta arrivò in soccorso dell’economia locale lo sviluppo della neonata serricoltura. Ancora oggi, nonostante le cicliche crisi, l’economia locale continua a basarsi sull’agricoltura; l’introduzione delle coltivazioni in serra ha favorito la produzione di pomodori e ortaggi, esportati in tutta Europa. La tradizionale coltura della vite ha ridato slancio a numerose piccole e medie aziende. Nella zona compresa tra i fiumi Ippari e Dirillo viene prodotto il pregiato Cerasuolo di Vittoria, un’eccellenza vinicola italiana che nel 1973 ha ottenuto il marchio Doc (Denominazione di origine controllata) e nel 2005, primo e unico tra tutti i vini siciliani, ha ottenuto il prestigioso marchio Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Il Cerasuolo nasce dall’unione di due vitigni tipici della Sicilia orientale: il Nero d’Avola e il Frappato che insieme generano un connubio perfetto di grande armonia e complessità. Negli ultimi anni si è affermata inoltre la floricoltura, grazie anche all’importazione dall’estero di nuove tecnologie produttive; secondo le ultime statistiche a Vittoria viene prodotto circa il trenta per cento dei fiori coltivati in provincia di Ragusa: in cima alla classifica dei fiori messi in commercio si trova il garofano, seguito da rose, lilium, gladioli e gerbere.
Per quanto riguarda l’allevamento, si ha una discreta produzione di ovini e bovini. La pesca si avvale principalmente della presenza del porto peschereccio di Scoglitti. Di recente si sta cercando di incrementare anche l’attività industriale, per la maggior parte legata alla trasformazione dei prodotti derivanti dall’agricoltura. Per il commercio dei prodotti tipici locali, è stato realizzato un imponente mercato ortofrutticolo all’ingrosso, inaugurato nel 1986 e che è stato per anni il più importante di tutta l’Europa. La città ospita poi ogni anno vari appuntamenti con la fiera EMAIA,
l’Esposizione Macchine Agricole Industria Artigianato. Il turismo si sta sviluppando soprattutto nella zona balneare di Scoglitti.

Evoluzione demografica – Vittoria è, dopo Ragusa stessa, il comune maggiormente popolato di tutto il Libero Consorzio comunale di Ragusa. Si è registrato un incremento costante a partire dai 15.882 residenti nel 1861, il dato si è più che raddoppiato nel sessantennio successivo e quadruplicato ai giorni nostri. Il trend positivo attualmente non vede campi di rotta e la cittadina continua a crescere.

Etnie e minoranze – Gli stranieri residenti a Vittoria al 1° gennaio 2016 sono 6.017 e rappresentano il 9,5% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania (36,7%), seguita dalla Tunisia (35,7%) e dall’Albania (9,4%).

Musei

  • Museo del Carrubo e della Civiltà Contadina, è situato nel Parco di Serra San Bartolo, nei pressi della città ed è ricco di carrubi protetti.
  • Museo Italo-Ungherese, inaugurato il 14 dicembre 1995
  • Museo d’Arte Sacra Mons. Federico La China, comprende anche una pinacoteca e altre sezioni dedicate ai paramenti sacri, alle sculture e a una collezione di cere siciliane
  • Museo civico polivalente Virgilio Lavore, collocato nel Castello Colonna-Enriquez
  • Polimuseo A. Zarino

BibliotecheBiblioteca Angelo Alfieri

TeatriTeatro Vittoria Colonna, ancora oggi sede di numerosi appuntamenti culturali: saggi, spettacoli teatrali, musical e concerti.

Sacro e Profano – Le ricorrenze più sentite sono quelle legate al culto di San Giovanni Battista, patrono della città. Il santo viene festeggiato due volte l’anno: a luglio e a gennaio. La prima festa anticamente si celebrava il 24 giugno ma all’inizio del XX secolo fu posticipata alla prima domenica di luglio per consentire ai contadini di parteciparvi dopo aver terminato la mietitura. Nel corso della festa le famiglie sono solite mangiare il primo tonno fresco dell’anno. La festa dell’11 gennaio è celebrata invece in ricordo delle vittime del terremoto del 1963. In quell’occasione la città attribuì a San Giovanni il merito di averla salvata dal terremoto e lo elesse a suo patrono. Vi sono due leggende a tal proposito. La prima narra che la statua di San Giovanni fu trovata decapitata dopo il sisma e questo fu interpretato come un segno del suo sacrificio a favore della città che subì gravi danni a livello urbanistico ma non pagò fortunosamente un alto tributo in termini di vite umane. Un’altra leggenda narra invece che per sapere quale santo ringraziare, i nomi dei santi furono collocati in un’urna ed estratti a sorte. Per tre volte di seguito sarebbe venuto fuori il nome di San Giovanni.

Altra tradizione antichissima, risalente al 1657, è quella del Venerdì Santo. Una processione solenne parte dalla chiesa madre di San Giovanni Battista fino al Calvario e ritorna indietro. Nel tempo la festa divenne sempre più sfarzosa e coinvolgente grazie alla gara di donazioni da parte dei cittadini vittoriesi. Fin dai primi anni la processione fu arricchita da una recita incentrata sul dramma della passione in versi dialettali. A partire dal 1858 e fino a oggi il testo utilizzato è il Dramma Sacro composto dal marchese Alfonso Ricca scrittore, poeta e saggista di chiara fama. Una festività antichissima è quella della Madonna di Cammarana, anteriore persino alla fondazione di Vittoria. Di essa si ha traccia addirittura dal Cinquecento: si parla della realizzazione di una grande fiera e di una copiosa partecipazione popolare perfino da Malta. Altre festività di rilievo sono quelle di San Martino a novembre e del Carnevale. Segnaliamo inoltre tra gli appuntamenti culturali di rilievo il Vittoria Jazz Festival che si svolge a giugno e il Premio letterario Ninfa Camarina: dal 1998, oggi Premio nazionale della critica, biennale, viene assegnato, in base alle recensioni pubblicate su importanti testate giornalistiche, a un’opera di narrativa italiana edita. Il premio ha anche due premi satelliti: la Ninfa D’Argento, assegnata ad artisti siciliani affermati o che si sono occupati della Sicilia e il premio di cultura classica Virgilio Lavore, assegnato ad esponenti della cultura classica, archeologi, storici, docenti. Ricordiamo infine gli appuntamenti con la Fiera EMAIA.

Tra i piatti tipici della cucina vittoriese troviamo le scacce, involucri di pasta di pane ripieni di pomodoro e formaggio, oppure con i più svariati condimenti (broccoli, verdure, ricotta e salsiccia); arancini e ravioli di ricotta; i ciappi e il capuliato, pomodoro fatto essiccare al sole, intero o macinato; la caponata di melanzane, la cuccìa, grano ammollato in acqua o nel latte, condito con zucchero o vino-cotto; i maccheroni con il sugo di maiale; le costate di maiale ripiene; la salsiccia e i cannoli di ricotta. Nella tavola dei vittoriesi ad accompagnare le pietanze non può di certo mancare il celebre Cerasuolo di Vittoria Docg, un’eccellenza dell’enologia italiana. Il Cerasuolo si presenta con un colore rosso brillante, al palato ha media struttura e può essere considerato atipico come vino siciliano in quanto spicca soprattutto per eleganza e freschezza piuttosto che per potenza e concentrazione. Tra i piatti tipici del periodo della vendemmia, segnaliamo la mustata, un dolce fatto con il mosto addolcito con cenere, mescolato ad amido o farina e poi fatto bollire fino a ottenere una sorta di budino che viene condito con mandorle tostate e cannella. Può essere gustata calda oppure fatta essiccare al sole e consumata successivamente. Con il mosto viene prodotto anche un altro dolce: i cuddureddi, biscotti di pasta di farina e mosto, cotti nel mosto o nel vinocotto diluito e poi conditi con mandorle e cannella.

  • Rosario Cancellieri (1825-1896) politico e senatore del Regno d’Italia nella XVII legislatura. Fu Sindaco della città dal 1879 al 1882
  • Giuseppe Mazzone (1838-1880) pittore
  • Lorenzo Cavallo (1846- 1870) militare italiano caduto durante la breccia di Porta Pia. Viene ricordato come uno degli eroi minori del Risorgimento
  • Basilio Grillo Miceli (1937) presbitero e arcivescovo ortodosso non canonico
  • Alberto Sironi (Busto Arsizio, 1940) regista della celebre serie televisiva Il Commissario Montalbano. Nel luglio del 2015 ha ricevuto la cittadinanza onoraria della citta di Vittoria
  • Arturo Di Modica (1941) scultore italiano naturalizzato statunitense
  • Mario Russotto (Vittoria, 1957) vescovo cattolico italiano
  • Giovanni Cultrone (1916-1972) atleta
  • Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano, atleta
  • Francesco Lippi (Viareggio, 1948) allenatore di calcio, ex calciatore e dirigente sportivo al quale è stata conferita la cittadinanza vittoriese nel maggio del 2011
  • Franco Battiato (Ionia, 1945) cantautore, compositore e regista italiano al quale è stata conferita la cittadinanza vittoriese nel maggio del 2008
  • Danilo Napolitano (1981) campione italiano di ciclismo su strada e su pista
  • Luca Marin (1986) nuotatore e atleta olimpico
  • Francesco Cafiso (1989) sassofonista ed enfant-prodige del jazz

Come arrivare

In auto: provenendo dalla A19 (Messina-Catania-Siracusa) uscire allo svincolo di Lentini e proseguire sulla SS 194 in direzione Ragusa, quindi sulla SS 514 nella medesima direzione. Giunti al 19° km imboccare l’uscita per Vittoria e percorrere circa 17 km sulla SP 5 in direzione Vittoria.

Se si viaggia sulla SS 115 (Trapani-Agrigento-Gela-Ragusa-Siracusa) percorrerla da entrambe le direzioni fino all’ingresso di Vittoria.

L’aeroporto più vicino è il Pio La Torre di Comiso situato a soli 7 km dalla città, aperto il 30 maggio 2013. Offre servizi di taxi, autonoleggio e pullman di linea. Attualmente sono disponibili scali diretti su importanti città italiane (Roma, Milano, Pisa e Torino) oltre a collegamenti con grandi centri europei (Bruxelles, Francoforte, Düsseldorf, Dublino e Londra). A 110 km dalla città si trova l’aeroporto Fontanarossa di Catania che offre frequenti collegamenti con i maggiori centri europei.

Piazza Stazione è il capolinea principale della città per il trasporto in autobus.

Regolari servizi di linea giornalieri collegano la stazione con gli aeroporti e con le altre città siciliane. Sono inoltre disponibili tratte giornaliere per Roma, Gallipoli e San Giovanni Rotondo.

La stazione ferroviaria di Vittoria, sita in Piazza Pietro Nenni, si trova sulla linea Siracusa-Gela-Canicattì e offre collegamenti con i maggiori centri del ragusano e le provincie di Caltanissetta, Siracusa e Gela.

La frazione di Scoglitti risulta dotata di un porto peschereccio, costruito nel 1879 e attrezzato anche per la nautica da diporto. Altri porti vicini sono quelli di Pozzallo e quello turistico di Marina di Ragusa, inaugurato nel luglio del 2009.

Mobilità urbana – È presente una linea di servizio urbano con capolinea a Piazza Stazione.

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