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Trema ancora la terra ai piedi dell’Etna, e cresce il numero degli sfollati

I rilevamenti GPS, fanno sapere dall'INGV, mostrano una rotazione dell’edificio vulcanico verso Est, confermando lo scivolamento della montagna verso il mare. Cosa accadrà è difficile da prevedere

(10 gennaio 2019)

Trema ancora la terra ai piedi dell’Etna. Questa mattina, intorno alle 11.45, un scossa di magnitudo 2.0 è stata avvertita dalla popolazione a Zafferana Etnea. L’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) rende noto che il movimento tellurico si è verificato ad una profondità di due chilometri, molto in superficie, per questo la gente l’ha avvertita nettamente e i ragazzi di alcune scuole sono stati fatti evacuare, anche perché un’altra scossa, sempre di 2.0, era stata già registrata poco prima, a cinque chilometri a ovest da Milo, nella Valle del Bove, questa però ad 11 chilometri di profondità.

Dopo il terremoto di Santo Stefano di 4.8 e quello di magnitudo 4.1 della notte tra l’8 e il 9 gennaio, insomma, nei paesi etnei non c’è pace e la paura resta, sebbene i sismologi si fossero timidamente sbilanciati affermando che lo sciame sismico iniziato la viglia di Natale si stesse per concludere. Da allora le scosse sono state migliaia, e hanno accompagnato l’eruzione del vulcano. I rilevamenti GPS, fanno sapere dall’INGV, mostrano una rotazione dell’edificio vulcanico verso Est, confermando lo scivolamento della montagna verso il mare. E’ lo stesso processo che è possibile osservare in altre parti del mondo, come sul Kilauea alle Hawaii, dove la situazione sta evolvendo, però, in maniera più violenta.

Impossibile, al momento, prevedere cosa succederà. La fase eruttiva del vulcano più alto d’Europa potrebbe arrestarsi, oppure riprendere con nuovo vigore. Ed intanto cresce il numero delle case inagibili nel Catanese dopo il terremoto del 26 dicembre. Lo dice l’ultimo report della Protezione civile della Regione Siciliana, nel quale si legge che sono 67 le squadre di tecnici all’opera e finora sono stati eseguiti 4.050 sopralluoghi, pari al 62% delle 6.547 istanze presentate. Le abitazioni agibili sono 2.022, ossia la metà, quelle parzialmente agibili 1.011 (25%) e quelle inagibili sono 968 (24%). E’ salito, invece, a 1.334 il numero degli sfollati. Di questi, 556 hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome e 776 ad alberghi convenzionati con la Regione Siciliana. Due le persone ospitate in strutture pubbliche.

Continuano, inoltre, le attività dei vigili del fuoco, dislocati al Campo Base di Acireale, con la messa in sicurezza e la collocazione di teli di protezione nelle coperture e nei tetti parzialmente danneggiati, delle abitazioni private e degli edifici pubblici.

Valentina Frasca

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