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Riscossione Sicilia, Musumeci nomina il nuovo Cda

La grave situazione dell’ente affidata a professionisti di chiara fama

Non c’è pace per Riscossione Sicilia, la società che alla fine del 2012 ha sostituito Serit Sicilia per la riscossione dei tributi nell’isola. La Spa partecipata dalla Regione è in pessime acque, sommersa da un contenzioso abnorme, bloccata da vertenze coi dipendenti e da un processo di riorganizzazione voluto dal Parlamento siciliano. Il governatore Nello Musumeci ha nelle mani la patata bollente, dopo le dimissioni degli amministratori a pochi giorni dalla loro nomina: le condizioni drammatiche non lasciavano margini di operatività al nuovo consiglio d’amministrazione, formato dall’ex generale della Guardia di Finanza Domenico Achille, dall’ex procuratore di Catania Michelangelo Patanè e dalla commercialista Graziella Germano. 

Il nuovo Presidente del Cda Vito Branca.

L’inquietudine è forte anche tra i sindacati dei lavoratori delle società, che già da tempo avevano segnalato la situazione assai critica: la strada per la liquidazione e l’assorbimento da parte di Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) sembra segnata. Questo probabilmente il mandato del nuovo Cda nominato da Musumeci, con l’avvocato tributarista Vito Branca come presidente, affiancato dal fiscalista Massimo Giaconia e dall’avvocato Gaetana Palermo. La gravissima situazione dell’ente è affidata, dunque, a professionisti di chiara fama, ma se non si potrà sbloccare la procedura di liquidazione, si rischia non solo un’ulteriore caso nell’esazione dei tributi siciliani, ma finanche una vera e propria emergenza occupazionale, nel caso in cui l’ex Equitalia non riesca a subentrare come nuovo datore di lavoro dei numerosi dipendenti di Riscossione Sicilia. Costoro sono le principali vittime, forse più dei contribuenti siciliani, della gestione a dir poco dissennata determinata dai vertici societari precedenti alla nomina del generale Achille.

C.L.

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